Paleografia e codicologia: le tavolette in legno e in argilla
In Mesopotania si era diffuso un altro sistema di trasmissione del testo
scritto: le tavolette( tabulae o tabellae). Il legno utilizzato era il bosso, un
legno biancastro, molto duro, si presentava quindi bene per la scrittura. Poi fu
sostituito dalle tavolette d’argilla. L’argilla è molto più lavorabile del
bosso, essendo materiale malleabile e gli scritti potevano essere facilmente
cancellati con una spugnetta bagnata o con una specie di cuchhiaio, posto
all’estremità della penna chiamata grafium o stilum, che spianava l’argilla.
Nonostante la sua malleabilità l’argilla ha permesso un ritrovamento delle
tavolette. In quanto esse, per incendi, venivano bruciate e poi sotterrate,
permettendoci di ritrovarle e restaurarle.
Le tavolette di bosso erano di due tipi:
1) DEALBATAE , molto chiare perché costituite da gesso o farina o polvere di un certo tipo. Dal termine deriva il nostro “album”, tante tabelle che formano il volumen;
2) Oppure le tavole erano rivestite da un impasto di pece, gesso e cera.Inizialmente le si definiva cerate, ma il fatto che le tavolette cotte avessero mantenuto la cera senza che essa si sciogliesse ha fatto pensare ad altri componenti.
Una volta scritte le tavolette lignee potevano essere riutilizzate cancellando con una spugnetta, spongia deletilis, dato che gli inchiostri erano naturali.
L’uso delle tavolette, invece, in Grecia risale al XIII-XII secolo a.C., ma viene nominata per la prima volta nel libro VI dell’Iliade, vv 168. Serviva più che altro pet conti, appunti o esercitazioni scolastiche per la possibilità di correggere quanto scritto.
Di solito venivano unite due tavolette, dirticus, oppure tre, tritticus, o più tavolette, polipticus. Il massimo erano dodici-sedici tavolette; erano alte 30 cm e larghe 20 cm. L’insieme è il codex.
Le tavolette venivano usate anche in Egitto , testimoniato da graffiti e bassorilievi.
Nel 2500-3000 a.C., contemporaneamente si incontrano tre supporti scrittori: papiracei, membranacei o cartacei, tavolette (lignee o d’argilla).
Per la scrittura che doveva mantenersi, si usava il trittico( copertina), una sorta di protezione chiso con la lora.
I divulgatori del codice furono i cristiani ( testimoniato da S. Paolo nella lettera “ad Timoteum”).
Alcune tavolette erano curate anche esteticamente con ad esempio la copertina in avorio.
Le tavolette più celebri sono quelle del I e II sec d.C., formate da asticelle di legno con bordo rialzato per spalmarvi dentro la cera. Quest’ultima era più delle volte colorata, di solito nera, ma i caratteri più raffinati sono verdi. Frequente anche il rosso, tanto che alcune parti del codice venivano chiamate rubriche, da ruber (rosso in latino).
Le tavole lignee vengono ancora oggi utilizzate nelle scuole craniche in Somalia, Etiopia, Eritrea, Sudan, Kenia e Tanzania: nei villaggi si trascrivono parti del corano sulle tavolette lignee, fatte in maniera identica a quelle delle leggi di Mosè.
L’uso delle tavolette precede direttamente il codice, papiraceo o membranaceo, a Roma, per due necessità:
1) sostituire il legno con un supporto più leggero,
2) risparmiare materiale utilizzando due facciate, soprattutto nei confronti del rotolo in cui la parte versa non veniva di solito scritta ( OPISTOGRAFO: rotolo scritto in entrambe le facciate).
La membrana sostituisce il cuoio dal I secolo d.C.
Il codice è un insieme di fogli manoscritti di qualsiasi materiale; la prima attestazione a Roma è in Marziale (84-86 d.C.), che in un epigramma, ci parla dei vantaggi del nuovo supporto: può essere portato con sé, nelle bisacce, è più economico del rotolo, è più piccolo e quindi occupa meno spazio nelle biblioteche (35 rotoli=6codici). Il codex è importante anche e soprattutto in tema di evoluzione della civiltà. Con la sua introduzione si ha una lettura di testo selettiva e non continua, contribuendo all’elaborazione di strutture mentali dove il testo scritto è separato dalla parola edal suo ritmo. Il semplice gesto di girare la pagina ha creato un nuovo modo di comprendere e acquisire la cultura (processo simile al passaggio della lettura ad alta voce a quella mentale). Prima che il codex sostituisca del tutto il rotolo passeranno molti secoli: soltanto per la musica rimarrà il rotolo, almeno fino al 1300-1400. Ancora oggi nel mondo ebraico sono utilizzati rotoli per la trascrizione del DEUTERONOMIO, una parte della Bibbia, con grafia antica.
by Fusini Irene