Archeologia nel secondo dopoguerra: Torcello e Castelseprioa


Equicoli | Archeologia | Storia dell' archeologia | Storia degli Studi | Metodo di Scavo | Bibliografia | Bibliografia sugli Equi | Turismo Archeologico |


Archeologia medievale, archeologia nel secondo dopoguerra: Torcello e Castelseprio


Sommariamente,quindi,le ricerche sull'alto medioevo procedevano saltuariamente promosse dalla scuola tedesca limitate ad un censimento dei reperti goti e longobardi; tutti quei manufatti portati alla luce di uso quotidiano non destavano interesse.

Emerge in questa situazione la figura di Nino Lamboglia che fu tra i primi a praticare lo scavo stratigrafico di stampo weeleriano a Ventimiglia; ma il suo genio non fu riconosciuto e i suoi metodi vennero ignorati.

Verso gli anni sessanta del '900, vennero condotti due grandi scavi in due siti altomedievali: Torcello, nella laguna veneziana, e Castelseprio, in provincia di Varese. Ne fu mentore Gian Pietro Bognetti partendo dalla scoperta di un ciclo di affreschi nella chiesa di Santa Maria foris portas a Castelseprio.

Il suo intento era quello di approfondire e conoscere le origini di Venezia. La novitā di questa iniziativa stava nelle metodiche utilizzate, fino ad allora scarsamente impiegate per il medioevo: la fotografia aerea, la pedologia e lo scavo stratigrafico.

Lo scavo di Torcello non solo ribadisce la centralitā del sito nell'alto medioevo ma evidenzia i rapporti con la terraferma a partire dall'epoca romana. Nella seconda metā del I sec. d.C., l'area fu abitata fino ad epoca tardoantica, quando, i seguito a calamitā naturali , fu  abbandonata. Una ripresa dell'occupazione si colloca tra VI-VII sec coincidente con una serie di trasformazioni : venne creato uno spazio aperto con pavimentazione a discapito di un impianto per l'attivitā artigianale, segno questo del passaggio da un'economia di carattere rurale e artigianale ad un' economia di scambio.

A Castelseprio,invece, nota per gli affreschi e per strutture religiose, l'aspetto pių significativo riguardava una serie di edifici con fondazioni in ciottoli ed alzato in legno;si trattava di una tecnica estranea ai saperi locali definita "opus gallicum"che testimonia l'arrivo dei Longobardi e di conseguenza il mutamento delle tecniche costruttive a partire dalle invasioni barbariche.

by Fusini Irene

www.equicoli.com

Approfondimento di Archeologia in Egitto